Ho voglia di conoscerti

Mi piace entrare nell’intimo delle persone e con voi blogger un po’ lo faccio. Vi leggo e questo mi ha portato a capirvi meglio, a conoscervi, a comprendere i vostri tratti. E se ci conoscessimo ancora meglio? A me va. E a voi?
Ho pensato a questa rubrica: “ho voglia di conoscerti”. Ogni settimana vi chiederò qualcosa e voi sarete liberi di rispondere o no.

Questa settimana ho voglia di conoscere lo stralcio di un libro che portate nel cuore, o che più vi piace, o che è importante per voi.

Io non pubblicherò un pezzo che mi piace più di tutti, ma delle parole che ad oggi mi servono tanto e mi sono d’aiuto.

“Sei stato un po’ troppo serio di recente, seriamente… è tempo di lasciar perdere!
Fatti una bella risata e metti da parte i tuoi bei piani. Davvero non ne hai bisogno.
Ciò che dovrà accadere accadrà e tu hai una scelta: andarci insieme o andarci contro.
Tutti vogliono la libertà; almeno a parole, ma nessuno è veramente libero.
E nessuno vuole veramente essere libero, perché la libertà comporta responsibilità; non arriva da sola.”
~Osho

Ora tocca a voi e non vedo l’ora di conoscere le vostre risposte. Rendiamo i lunedì un po’ più interessanti.
“Ho voglia di conoscerti” torna la settimana prossima.
Un abbraccio.

Imma

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Certi risvegli

Credo che non dimenticherò mai quella mattina.
Il sole mi aveva piacevolmente svegliato. Ed era una novità per me. Non dormivo così tranquillamente da molto, troppo tempo. Facevo spesso degli incubi che mi inquietavano e mi tenevano sveglio, ma non quella notte. Fu profonda, intensa.
Volsi lo sguardo al lato destro del letto ed eccola un’altra novità: una donna distesa al mio fianco. Non era mai successo. Gli incubi mi rendevano instabile e violento. Non ho mai voluto che qualcuno dormisse con me. Anzi non l’ho mai desiderato veramente. Una sana scopata e poi ognuno a casa propria, ma con lei fu diverso.
Era impacciata, timida, sembrava una bambina anche quando faceva l’amore. Mi fece sentire come un quindicenne che lo fa per la prima volta, feci attenzione a non farle male.
Ero uno di quelli “fotto fino allo sfinimento”, fino a quando lei non mi ha insegnato a fare l’amore.
Il sole cominciò a toccare anche il suo viso, allora la osservai meglio. Aveva delle lunghissime ciglia, una bocca che ti faceva venire voglia di prenderla e baciarla tutto il giorno. Mi avvicinai e fui inebriato dal profumo dei suoi capelli.
In quel momento l’avrei protetta dal mondo. Pensai di esserne molto attratto, ma avrei potuto resisterle.
Poi aprì i suoi fantastici occhi verdi e quello fu il colpo di grazia per il mio cuore.

Imma Gaglione

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Le convenzioni ci fottono

Ormai viviamo nel mondo del “devo” e non più in quello del “voglio”.
-Devo andare all’università, così avrò un buon lavoro.
-Non posso dargliela la prima sera, cosa penserebbe di me?
-E’ Natale, devo andare in chiesa.
-Sono i miei genitori, non posso dirgli che stanno sparando cazzate.
-I politici sono la rovina dell’Italia, votiamoli.
-E’ l’uomo che deve fare la prima mossa, se non mi bacia lui io non lo faccio.
-Mi creo un profilo facebook, ce l’hanno tutti.
-E’ un po’ più in carne eppure mi piace, non posso starci insieme.
-Ho voglia della carbonara ma sono le dieci del mattino, aspetto il pranzo.
-Mi ha lasciato da solo due giorni, devo stare male.

Le convenzioni ci fottono, passatemi il termine. Ci tengono inchiodati a una vita schematica, piena di regole. Messe da chi poi?
Le leggi ci rendono civili. Fanno in modo che tanti uomini possano vivere insieme rispettandosi, quindi è giusto che ci siano, ma le convenzioni no. Ci rendono schiavi di una vita che non ci appaga, ci danno l’idea della libertà, ma siamo tutt’altro che liberi. Ci mettono le ali, ma poi ci legano i piedi. Abbiamo l’illusione di levarci da terra, ma restiamo sempre ancorati lì.
Perciò proviamo a goderci le sensazioni, gli istinti, i bisogni. Arrivati nel tardo autunno della vita, quando l’inverno è ormai vicino, non ci sarà la società a farci compagnia e nemmeno la massa, che tanto abbiamo seguito per tutto il tempo, ma ci saranno solo rimpianti per qualcosa che non può più essere.
“Allora meglio stare lì a tormentarsi su un rimorso?” potreste chiedermi. Beh, non so voi, ma io quando penso a una cazzata che ho fatto nella vita inizialmente mi incazzo, poi sorrido e penso che ho avuto coraggio. Coraggio di rischiare. Coraggio di farmi male. Coraggio di camminare a destra tra una folla che va a sinistra. Quanti spintoni. Coraggio di nuotare controcorrente. Quanta fatica, ma che coraggio.
Scegliere la via più semplice non è vivere, è sopravvivere.
Non è sempre bello finire un puzzle, la parte più divertente è provare a mettere insieme i pezzi.

Imma Gaglione

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Chiamiamolo “esperimento” (parte 8)

“Che cosa stai dicendo?” dice senza scomporsi, continuando a stare comodamente seduto sul divano. Resa audace da una scarica di adrenalina, forse dovuta anche al bacio di poco fa, mi faccio avanti e spengo la tv, essendo perfettamente consapevole che questo lo farà arrabbiare.
“Massimo hai capito quello che ho detto?”
“Si, e credo che come al solito sia uno dei tuoi momenti. Ti passerà..”
“No, io non credo, non stavolta..”
“Tu vivi in un mondo tutto tuo Annie. Colpa di quei fottuti libri che leggi, ti fondono il cervello. Ma cosa vuoi? Cosa cerchi? Incontri cavallereschi? Avventura? Che il sogno realtà diverrà? Stronzate. La vita è una cosa diversa. È alzarsi tutti i giorni ringraziando Iddio di essere ancora qui, di fare una bella vita, di avere una donna al tuo fianco.” la sua voce diventa sempre più forte, finché non finisce ad urlare. “Hai una laurea cazzo, usala. Trova un lavoro vero. Smettila di correre dietro a cose che non esistono e che non potranno mai essere. Scendi tra noi comuni mortali e renditi conto che vivere tra le nuvole non è più concesso alla tua età..”
Lacrime calde mi rigano il volto. Finalmente la verità. Ho vissuto per anni accanto a un uomo che non ha mai creduto in me, nelle mie capacità, nei miei sogni. Lo guardo e nemmeno più lo riconosco. Scarica su di me la sua frustrazione ogni santo giorno.
Mi oltrepassa e va nell’altra stanza. Tipico di lui. Fra mezz’ora si comporterà come se niente fosse successo e io glielo lascerò fare. Glielo lascerò fare? Mi accovaccio a terra più confusa che mai. Il rosso del foulard che sbuca dalla borsa mi distrae e mi fa ripensare all’incontro di poco fa. Non credo di essere mai stata baciata così, mi porto le mani alle labbra. Mi allungo per prendere il foulard e con mia sorpresa lo trovo avvolto a un bigliettino. Sto per leggerlo quando Massimo ricompare in salotto.
“Hai visto le pile che comprai settimana scorsa per il telecomando?”
“No.” rispondo e me ne vado in camera. Prendo la valigia e comincio a metterci dentro il necessario per stare via qualche giorno, poi chiamo Sofia. Risponde al secondo squillo.
“Annie che succede?” è allarmata, di sicuro per l’ora tarda.
“Posso venire da voi per un po’?” ho la voce rotta dal pianto.
“Tesoro lo sai che questa è ancora casa tua..” Eh già, che bei tempi quelli in cui vivevamo lì tutte e tre. Tre ragazze piene di sogni, che non vedevano l’ora di conquistare il mondo. Tutto era possibile allora, tutto era luminoso in quell’appartamento che profumava così tanto di casa.
“Allora sarò lì tra un’oretta..”
“Vuoi che vengo a prenderti?”
“No, non ce n’è bisogno. Faccio due passi..”
“Va bene, allora ti aspetto sveglia. Sam non è ancora tornata, sarà felice di trovarti qui..”
Sorrido e mi viene una voglia di tuffarmi tra le sue braccia.
“Grazie Sofia..” tiro su col naso.
“Ehi, è tutto ok?”
Prendo fiato. “Tra poco lo sarà..” riattacco e chiudo la valigia. Mi guardo allo specchio e mi asciugo le lacrime. Sarò forte, lo devo a me stessa.
Quando ritorno in salotto il trolley mi segue. Massimo da un’occhiata a me e poi al bagaglio e non dice una parola. Torna a guardare la tv.
“Nei prossimi giorni tornerò per prendere le mie cose..”
Faccio per andare via, quando finalmente dopo anni di relazione, per la prima volta, reagisce. “Annie, non ti rendi conto di cosa stai facendo, mi stai spezzando il cuore..”
“Massimo ora è il senso di abbandono che ti fa parlare. E’ la decisione giusta e lo sai anche tu. Tra noi non c’è più amore..”
“Te ne pentirai e tornerai da me, ma sarà troppo tardi. Tu non ci sai stare senza di me..” E’ da lui finirla così. Stronzo fino all’ultimo. Esco e chiudo la porta alle mie spalle, so che quella frase è stata detta solo perchè è ferito. E’ un attimo e l’ho già perdonato. Apro il portone e sono in strada, guardo il cielo, prendo fiato. Sono libera.
Prendo a camminare quando mi ricordo del bigliettino trovato con il foulard. Una bella calligrafia si è impossessata di un pezzo di carta. E’ la prima cosa che penso. La mente ritorna a quel bacio e a quegli occhi, immaginando chi possa essere il mittente. Comincio a leggere.

Sei tu la nuova persona attirata da me?
Sei tu la nuova persona attirata da me?
Tanto per cominciare sta attenta, che sono molto diverso
da quello che credi;
Credi che in me troverai il tuo ideale?
Credi che sia così facile fare di me il tuo amante?
Credi che la mia amicizia sarebbe gaudio perfetto?
Credi che io sia fidato e fedele?
Non riesci a vedere oltre questa facciata, questi miei modi
tolleranti e benevoli?
Credi di poter procedere per un sentiero reale verso un uomo
realmente eroico?
Non t’assale mai il dubbio, o sognatore, che tutto può essere
velo di maya, illusione?

Walt Whitman

E questo cosa sarebbe? Un avvertimento?

(to be continued..)
Imma Gaglione

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Beauty and the beast

“Voglio vedere un film..” penso.
E poi finisco sempre ai cartoni animati.
La bella e la bestia.
Il mio film d’animazione preferito.
Quello che porto nel cuore.
Quello che mi fa sognare.
E di fronte alla scena della biblioteca
ogni volta penso:
l’avrei sposato anch’io.

Imma, che oggi ha gli occhi a cuoricino

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