Amarsi un po’

Va bene così. Per stasera amami solo un po’. Non è una gara. Non sto portando il conto con te. 
Amami solo un po’, ma non smettere di guardarmi con quegli occhi che hai.
Dicono “ti amo” e tu non lo sai.

Imma Gaglione

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Ex

Ex: non più, premessa a sostantivi per indicare la condizione di chi ha cessato di ricoprire una carica, per indicare la funzione precedente all’attuale.”

Non più? Evidentemente il dizionario non ha mai avuto un ex.
Un ex è una finestra socchiusa, un sassolino nella scarpa, un cuore che batte ancora ma silenziosamente. Non ho mai creduto alla storia che vedere un ex ti lasci indifferente, perché se così fosse vuol dire che non l’hai mai amato.

E così arriva l’inevitabile giorno in cui scopri che il/la ex ha iniziato una nuova storia. E’ il giorno da kleenex sul letto, fotografie sparpagliate sul comodino, abbigliamento nero e lutto incolmabile. E presenza indispensabile: l’amica e la sua originalissima frase.
“Dai su. Si chiude una porta, si apre un portone.”
E se a me piacesse ancora la porta? Ma poi non ho capito, con tutte queste porte che si chiudono, nessuno pensa mai di chiamare un fabbro e farsi rifare la chiave?
Perciò si va avanti così, tra piani diabolici e una bambolina voodoo con la faccia del nuovo lui o della nuova lei del tuo ex nel cassetto.
Fino a quando una mattina, una di quelle belle, una di quelle con il sole, con i fiori, con la musica e gli amici, con il pane e la nutella, ti rendi conto che a te non serve una porta per essere felice, che tu stai bene all’aperto con l’aria sulla faccia e tra i capelli. Ti rendi conto che tu sei libera, che sei tu e tu ci sarai sempre per te stessa. Allora sorridi e quando sorridi sei più bella, sei radiosa, emani luce, ed è allora che lo vedi, l’ex con la nuova fiamma. Il cuore ti batte più forte, ma non ci badi, sai che questa sensazione ci sarà sempre, sarà il promemoria che lui c’è stato nella tua vita e tu sei stata nella sua. Gli vai incontro, lo saluti e dentro di te pensi: “spero che tu sia felice”. E poi lo guardi e anche lui ti guarda in quel modo e allora pensi che un ex non potrà mai essere totalmente dimenticato. Questo inizialmente ti rallegra, poi ti fa pensare a quando dovrai tu affrontare un’ex di uno che ti piace. In quel momento saranno cacchi. Ma questa è un’altra storia..

Buon weekend 
Imma

PS: chissà se qualcuno leggendo ha pensato a un suo ex. Le domande da un milione di dollari.

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Amicizia

Ho ascoltato per la prima volta questa canzone un’estate in vacanza, mentre insieme ai miei amici, dalla terrazza di un ristorante, guardavo i fuochi d’artificio che partivano dal mare, accompagnati dalla musica.
Ricordo tutto di quei giorni e le emozioni di quella serata sono scalfite nella mia mente, così profondamente che al solo pensarci mi percorre lo stesso brivido che due anni fa mi fece tremare il cuore.
Guardavo lo spettacolo davanti a me e ne ero incantata, come una bambina di cinque anni davanti allo zucchero filato, ma quello che mi faceva proprio stare bene era il senso di felicità che provavo. La felicità non è un punto d’arrivo o un traguardo, non è una sensazione permanente, è semplicemente tanti singoli e brevi attimi, nei quali tutto è perfetto, nei quali non hai bisogno d’altro, nei quali ti senti come se camminassi a cinque centimetri da terra. Io quella sera ero felice perché mi sentivo completa, perché guardavo gli occhi dei miei amici e vedevo me stessa.
Essendo cresciuta a pane e cartoni animati, ho sempre pensato che il lieto fine esiste e si nasconde dietro sorrisi affettuosi, abbracci sinceri, risate spontanee. Purtroppo le favole non ti insegnano che con il tempo le cose cambiano, che l’affetto, anche se forte, è costretto a fare i conti con la realtà e che non sempre vince su tutto.
L’ho capito e l’ho accettato, o meglio, ci ho provato, ma io proprio non riesco a rassegnarmi, perché per quanto abbia provato a rivestire il mio cuore con una patina che mi proteggesse dalle delusioni, dal dolore, è bastato un ricordo, è bastato ascoltare questa canzone per caso, è bastato guardare qualche fotografia che la patina si è rotta. Perciò ho capito che io non sono fatta per portare rancore, non sono quella da “occhio per occhio”, non sono una che sta a guardare, mentre il palazzo che ha costruito con tanta fatica, sta crollando davanti ai suoi occhi. E sono convinta che nemmeno i ragazzi di questa fotografia lo siano, al contrario penso che anche loro, come me, portino nel cuore quella serata, quella vacanza, quei ricordi. Penso che abbiano avuto un attimo di smarrimento, nel quale la rabbia ha prevalso su tutto. Penso che, ascoltando questa canzone, abbiano una stretta al cuore. Penso che abbiano nostalgia, ma non lo dicano ad alta voce.
Lo so perché quella sera ci siamo guardati dentro, ci siamo detti tante parole rimanendo in silenzio. Lo so perché il destino ci ha fatto incontrare. Lo so perché il bene ci farà ritrovare.
Io ci credo ancora, ci crederò sempre, fortemente, appassionatamente, profondamente. Un amico è colui che ti lascia libero di percorrere la tua strada, ma che se ti vede addentrarti in quella sbagliata, ti prende per mano e ti guida verso la luce. Un amico non è quello che ti asseconda, ma quello che fa la voce grossa per farti aprire gli occhi. Un amico siete tutti voi.

Imma

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Credi di avermi messo a fuoco? Risposte

È giunto il momento di dire la verità.

1. Amo così tanto leggere che una volta ho letto un libro per un giorno e una notte intera senza fare nient’altro, perché volevo finirlo.
VERO Quando leggo mi isolo da tutto, entro in un mondo tutto mio e non mi serve nient’altro.

2. Ho usato il ciuccio fino a sei anni e quando mia mamma me l’ha tolto ho dovuto escogitare qualcosa, perciò ho cominciato a dormire ciucciando la lingua sotto al palato e toccandomi i capelli e lo faccio tuttora.
VERO E mi prendono in giro tutti.

3. Ho tradito un amico profondamente e adesso per colpa mia, non ci parliamo da tre anni.
FALSO Credo molto nell’amicizia, è il rapporto che più rispetto, non tradirei mai volontariamente un amico.

4. Non so nuotare.
FALSO Ho fatto nuoto per quattro anni e adoro l’acqua, è il mio elemento.

5. Una notte sono uscita di casa perché un ragazzo, per me molto importante, mi ha fatto un’improvvisata, ho messo i peluche sotto le coperte e quando sono tornata mio padre era sveglio ad aspettarmi, mi aveva beccata.
VERO Ho deluso molto il mio papà, ma tornassi indietro lo rifarei, perché questo è uno di quei ricordi che ancora a distanza di tempo, fa battere il cuore.

6. Quando mi innamoro mi annullo completamente e metto lui al primo posto.
FALSO Sono in grado di amare tanto e anche di perdere la testa, ma annullarmi no, è una cosa che non sopporto nemmeno negli altri.

7. Quando guardo un film e mi piace sorrido senza accorgermene.
VERO E puntualmente mio fratello me lo fa notare chiamandomi “ridicola” XD

8. Odio la pioggia, proprio non la sopporto, soprattutto in primavera quando dovrebbe esserci il sole.
FALSO Amo la pioggia, si evince anche da tanti miei scritti, la pioggia è presente nei miei ricordi più belli.

9. Tempo fa la notte avevo spesso attacchi di panico.
VERO È successo quando mia mamma faceva la chemioterapia.

10. Vorrei avere le ali, ma ho paura del vuoto.
VERO Il vuoto mi fa paura, ma non me ne curo tanto. Una volta mi sono buttata a mare da un ponte altissimo, ci ho messo mezz’ora, ma l’ho fatto e dopo le gambe non smettevano di tremarmi, però è stata una sensazione divina.

Baci baci a tutti.

Imma

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Credi di avermi messo a fuoco?

Ringrazio Belinda Raffaeliannettemonet per le nomination. Le regole di questo premio sono molto semplici:
1. Utilizzare il logo.
2. Riportare le regole.
3. Scrivere dieci caratteristiche o accadimenti personali e sfidare chi legge ad indovinare se e quando si mente.
4. Nominare 10 blogger che si desiderano mettere a fuoco, comunicando loro di essere stati coinvolti.
5. Pubblicare le risposte nei giorni successivi.

Perciò ecco qui dieci cose vere e false su di me, a voi intuire se mento oppure no.
1. Amo così tanto leggere che una volta ho letto un libro per un giorno e una notte intera senza fare nient’altro, perché volevo finirlo.
2. Ho usato il ciuccio fino a sei anni e quando mia mamma me l’ha tolto ho dovuto escogitare qualcosa, perciò ho cominciato a dormire ciucciando la lingua sotto al palato e toccandomi i capelli e lo faccio tuttora.
3. Ho tradito un amico profondamente e adesso per colpa mia, non ci parliamo da tre anni.
4. Non so nuotare.
5. Una notte sono uscita di casa perché un ragazzo, per me molto importante, mi ha fatto un’improvvisata, ho messo i peluche sotto le coperte e quando sono tornata mio padre era sveglio ad aspettarmi, mi aveva beccata.
6. Quando mi innamoro mi annullo completamente e metto lui al primo posto.
7. Quando guardo un film e mi piace sorrido senza accorgermene.
8. Odio la pioggia, proprio non la sopporto, soprattutto in primavera quando dovrebbe esserci il sole.
9. Tempo fa la notte avevo spesso attacchi di panico.
10. Vorrei avere le ali, ma ho paura del vuoto.

Non faccio nomination perché è luglio e le persone vanno in vacanza. Estendo il premio a chi ha voglia di cimentarsi in questa prova. A presto per le risposte.

Imma

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Ventidue minuti

Lo strizzacervelli la guardava in attesa e lei guardava lui impassibile. Erano passati dieci minuti. Dieci minuti di silenzio. L’unico rumore nella stanza era il ticchettio dell’orologio a parete.
“Mi ha preso la mano e mi ha detto di volare, avevo paura ma non l’ho dato a vedere perché mi fidavo. Mi ha abbracciato forte da dietro e questo mi ha dato coraggio. Era molto alto, ma ho comunque saltato e ho subito chiuso gli occhi. Ero cieca. Cieca del pericolo. Cieca del fatto che ero stata l’unica a saltare. Sola. Lui non era con me. Ho sentito un senso di abbandono ed ho d’istinto aperto gli occhi. Stavo per schiantami al suolo, avevo due possibilità: cadere e farmi a pezzi o aprire le ali e salvarmi. La rabbia e la forte delusione mi hanno spinto a scegliere la seconda.
Perciò non si preoccupi dottore, volo basso, ma sono ancora viva.” aveva appena rotto quel lungo silenzio.
“Ti sei data la diagnosi, sapresti darti anche la cura?” era meravigliato di fronte a tanta forza.
“Si, prendo quota piano piano e cerco di andare più in alto possibile. Più sarò in alto e più sarò vicina alla salvezza.”
“Perché invece di salire in alto, non scendi a terra?”
“Perché scendere a terra sarebbe sopravvivere.”
“E quanto hai intenzione di salire?”
“Fino a quando aprirò gli occhi e sarò capace di godermi il panorama. Quando questo succederà, vorrà dire che ho cominciato di nuovo ad amare me stessa.”
Il dottore era senza parole. Aveva davanti una ragazza annientata e un’anima ancora piena di speranza. Tutto racchiuso in quegli occhi pieni di contrasti: forti, tristi, delusi, rassegnati, testardi, feriti, caparbi.
Con il suo lavoro ormai poche persone lo incuriosivano, ma lei lo aveva stimolato in ventidue minuti.
“Puoi andare..”
“Come? Tutto qui? Non durava un’ora la seduta?”
“Ventidue minuti. Ti bastano ventidue minuti per affascinare. Concludi il tuo viaggio, chiudi i conti con il passato. Lasciati andare in un volo mozzafiato amando te stessa, ma non smettere di amare gli altri.
Non dare il tuo cuore in mano al primo arrivato per il bisogno di essere amata, hai tutti i requisiti per far innamorare qualcuno di te in ventidue minuti.
Goderti il panorama significa riprendere ad amare te stessa, continuare a volare in alto senza scendere per inseguire qualcuno che non ti vuole significa non smettere mai di volerti bene.
La persona giusta arriverà, ma sarà quella che aprirà le ali e ti verrà incontro a metà strada.”

Imma Gaglione

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