Buonanotte sognatori

Stavo passeggiando per le strade di questa città, che è per me un continuo spunto di riflessione.
Una coppia in motorino si è fermata al semaforo rosso. Mi ha fatto voltare verso di loro la risata sonora e di gusto che hanno emesso, mentre la pioggia continuava a bagnarli. Mi ha fatto soffermare su di loro il bacio voluto e necessario che, teneramente, si sono scambiati.
Ho sorriso, continuando a camminare. Erano belli.
Poco più avanti. Altra coppia. Altro semaforo. Scena diversa. Erano a piedi e stavano litigando. Attraversando la strada lei gridava, ma non smetteva di coprirlo con l’ombrello. Attraversando la strada lui gridava, ma non le toglieva la mano dal fondo della schiena.
Ho sorriso, continuando a camminare. Erano belli.
Noi cerchiamo storie d’amore perfette, sogniamo scene da film e il lieto fine, ma l’amore è imperfetto.
L’amore non conosce mezze misure, mostra i nostri poli opposti. Caccia fuori il nostro massimo o il nostro minimo. Il meglio o il peggio. Il marcio o l’incanto.
E l’amore è proprio questo: una persona che, dopo aver preso da te il minimo, il peggio e il marcio, non smette di darti il massimo, il meglio e l’incanto.

Imma Gaglione

arrabbiarsi

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9 settembre 2016

Oggi pare che tu voglia chiedere il permesso per cominciare a scendere giù.
Mandi un tuono, poi un fulmine, ma di te non c’è ancora traccia.
Tutt’attorno c’è il tuo profumo, ma tu no.
Crei attesa, ti lasci desiderare.

Nulla. Una tenue folata di vento, a poco a poco, sta spazzando via le nuvole. Mi piace pensare che sia perché oggi pochi amanti stanno facendo l’amore nella stretta di un abbraccio.
A che serve manifestarsi ora? Magari stanotte. O domani. All’alba. Quando la voglia è così forte e irresistibile da spingere l’uno a svegliare l’altra.
Oggi no, non è il caso. Oggi spingeresti solo la maggior parte degli innamorati lontani a pensare: “Che spreco quando piove e noi non siamo insieme!”.

Imma Gaglione

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Roma

A volte credo che questa città sia troppo piccola per tutti e due. Ci passeggio, ci studio, la vivo. Tu non sei con me, eppure a volte mi manca il respiro, come se mi fossi a un passo dal cuore.

Mi chiedo come tu faccia a non sentire il mio silenzio, con il quale urlo il tuo nome tutti i giorni.
Mi chiedo come tu faccia a non sentire il mio silenzio così assordante, attraverso il vento che soffia tra gli alberi, attraverso la pioggia che scende senza sosta.

A volte credo che questa città sia troppo piccola per tutti e due. Solo così si spiegherebbe il fatto che vedo il tuo sorriso a ogni angolo.

Imma

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Non ho smesso di sognare

Mi ripropongo di scrivere, poi non lo faccio. Presa da tante cose da fare e sempre a mille all’ora. Poi WordPress mi ricorda che im1dreamer oggi soffia la sua seconda candelina, perciò è partita la lacrimuccia, ripensando a come tutto è cominciato. A chi ero e a chi sono diventata. A dove mi trovavo e a dove sono oggi.

Anche se la mia penna ogni tanto va in stand-by, sappiate che non ho smesso di sognare, non smetterò mai di farlo, perché per me continuare a sognare rimarrà il più importante atto di coraggio della vita.

Buon compleanno al mio blog, che non curo come dovrei, ma che porto sempre nel cuore.

Imma

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Lettera a L

Caro L,
stanotte ti ho sognato, non capitava da un bel po’. E’ stato un bel sogno, uno di quelli che ti fa svegliare sorridendo e che ti fa passare la giornata con il buonumore. Eravamo su quella panchina a Roma, era tutto uguale a quel giorno. La cosa diversa è stata il finale, perché tu nel sogno, a differenza della realtà, davi a noi una possibilità.
Stamattina mi ha svegliato il pensiero di te, come ieri e come sicuramente succederà domani. Non sai quanto fa male essere schiavi di un pensiero ed essere inermi e senza difese davanti a questo. Hai talmente segnato la mia vita che non so più dove finisco io e dove cominci tu.

Ormai bevo solo acqua a temperatura ambiente e rido quando, citandoti, dico agli altri: “il caldo si combatte con il caldo”. Non mangio più le unghie. Quando fisso il mare mi viene immediatamente in mente il kite-surf. Ho un nodo alla gola se per strada incontro qualcuno che suona la chitarra. Riconosco il tuo accento nel modo di parlare della gente. Mi blocco di colpo se all’improvviso trasmettono determinate canzoni alla radio. Mentre preparo il tiramisù penso che il mio sarà sempre più bello e più buono del tuo. I treni e le stazioni mi fanno ricordare del 10 agosto e di tutto quello che ha significato per me.

Mi sono imposta di non scriverti, perché l’unica cosa che vorrei dirti, l’unica che vorrei sapessi davvero è che mi manchi. Mi manchi ancora dopo mesi.
Vorrei dirti che sei stato uno stupido perché avrei potuto regalarti la felicità, ce l’avevo lì, pronta per te e più passava il tempo più cresceva.
Vorrei dirti che mi hai spezzato il cuore e non riesco più a mettere insieme i pezzi.
Vorrei dirti che quello che più non sopporto è vedere che per te non è cambiato nulla, che tu sei andato avanti in maniera del tutto semplice.

Tu non pensi a me se ascolti una canzone, se sei in stazione e vedi un treno che passa, se prepari il tiramisù.
Mi avevi avvisato che sei come sei. Mi avevi messo in guardia da te stesso. Avevi detto anche che dovevo fidarmi, che avresti pensato a tutto tu.
E allora ho chiuso gli occhi. Mi sono fidata. Adesso li ho riaperti. E tu? Tu dove sei?

Imma

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