Lasciare il nido: paura e coraggio

Pensando alla libertà, l’immagine più bella che ci appare davanti agli occhi è un cielo limpido e un uccello ad ali spiegate che prende il volo. Ma cosa c’è realmente dietro questa scena? Tante, tantissime emozioni contrastanti, che provare a descrivere a parole non basterebbe per capire cosa si prova realmente, perché un’emozione non si racconta, si vive e basta.
E’ ai fuori sede che mi rivolgo in questo numero, lavoratori o studenti, a quelli che, per inseguire i propri sogni, hanno dovuto lasciare il nido e cominciare a volare da soli.

Un fuori sede passa attraverso cinque step principali.
Entusiasmo: immanginando la nuova esperienza , ancora abbastanza lontana nel tempo, cominci a fantasticare, ti proietti in un orizzonte felice, una sorta di valle incantata, fatta di castelli del buonumore, di sorgenti di prosperità e di prati di successi.
“Non vedo l’ora di partire.”
“Sarà un percorso fantastico.”
-Paura: il giorno della partenza è fissato, è tutto reale, il momento in cui la tua vita cambierà non è più ipotetico, ha una data e un orario. Ti senti come se tutto stesse succedendo alla velocità della luce e una paura, mai provata prima, assale ogni angolo del tuo corpo.
“E se non andasse bene?”
“E se fallirò?”
-Nostalgia: gli scatoloni sono stati scaricati, i mobili montati, rimane solo da aprire quell’ultima valigia, quella lasciata lì nell’angolino e tirare fuori l’entusiasmo iniziale che ti pare di aver perso per la strada.
Tutto ciò che riesci a pensare è a mamma e papà, agli amici, alla famiglia, agli affetti. Ti senti solo, ma solo per davvero e dopo aver versato qualche lacrima, cominci a pensare al primo weekend libero per tornare a casa.
“Non voglio stare qui.”
“Quanto manca alle vacanze di Natale?”
-Scoperta: i coinquilini sono simpatici, ti fanno stare bene, passare il tempo nella nuova casa è sempre più piacevole, i corsi all’università sono coinvolgenti e appassionanti, il nuovo lavoro è entusiasmante, la nuova città ti sorprende e ti fa innamorare ad ogni angolo.
“Che bella serata che ho passato.”
“Sta a vedere che vivere qui mi piacerà.”
-Serenità: i coinquilini sono diventati la tua famiglia, la nuova casa è diventata casa tua, la nuova città è ormai tua amica, non ti perdi più nella metropolitana, il macellaio ti chiama per nome, al bar sanno come ti piace il caffè, l’università non fa poi così paura e il nuovo lavoro è ormai la tua realtà.
La tua vita è piena, pur essendoti spostato. Cammini per strada tranquillo, è tutto ormai così familiare e quotidiano, che ti prende la sensazione di abitare lì da sempre.
“Ho fatto la scelta giusta.”
“Sono felice.”

Andare via di casa è un’esperienza pazzesca, prendi finalmente in mano la tua vita e accetti di essere diventato grande. Cresci più in pochi mesi che in tanti anni. E’ dura, è difficile. Molto spesso penserai di mollare, poi, a un tratto, così all’improvviso,  aprirai gli occhi e ti vedrai lì, ad alta quota, a volare da solo, sicuro di te. E allora capirai che piuttosto che perderti quell’incredibile emozione finale, saresti disposto a rivivere anche quelle difficili.
Non c’è coraggio se non c’è paura. Tu ne hai avuto, tanto ed è per questo che devi fare un respiro profondo, rilassarti e, finalmente, goderti il panorama.
Ascoltala, ascoltala più spesso quella voce dentro di te. La senti? “Andrà tutto bene”.

Il nuovo numero di Writers è online qui. Buona lettura e buona domenica.

Imma Gaglione

Articolo Imma